Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici sulla vita adulta

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici si vedono in ogni ambito della vita adulta. Sulla parte emotiva, cognitiva, affettiva, comportamentale, immaginativa. Le persone traumatizzate sono come bloccate. Infatti non riescono più a muoversi in modo organizzato, con uno scopo. Il corpo continua a vivere la situazione traumatica, come intrappolato.

Il trauma si svolge nel corpo. “The body keeps the score”, ci insegna Bessel Van der Kolk.

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici: il ruolo dello stress

Nel momento del pericolo la nostra corteccia prefrontale si spegne. La corteccia prefrontale è quella che usiamo quando scegliamo qualcosa, soppesando i pro e i contro. Quando abbiamo paura prende il sopravvento il sistema limbico, una parte più antica del cervello, coinvolta nell’espressione delle emozioni. La corteccia decide se mangiare caviale o carbonara, il limbico pensa: “Ho paura di rimanere senza cibo, fai qualcosa per procurartelo”. Così, nel momento del pericolo, produce ormoni dello stress, affinché il corpo possa correre, agire, scappare o attaccare.

Finché la situazione permette di fare qualcosa usiamo gli ormoni dello stress e poi ci sentiamo bene. Se rimango intrappolata sotto le macerie o se vengo legata a una barella dell’ambulanza gli ormoni dello stress rimangono nel corpo e lo intossicano. Lì si gettano le basi del Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD).

Spesso, a impedirci di scappare via, sono meccanismi di difesa ancestrali.

Quando vivi tutto il tempo nella paura il tuo corpo è continuamente intossicato da sensazioni di stress e devi far si che queste spariscano. Così si spiega l’abuso di sostanze!

Infatti la mente in parte rimane nel trauma, non riesce dunque ad essere completamente attiva nel qui ed ora. Una parte del cervello resta nel là e allora. Quindi il punto è capire come aiutare le persone ad essere presenti nel momento presente.

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici secondo lo studio ACE

Uno studio sulle esperienze infantili avverse (ACE, Adverse Childhood Experiences) descrive proprio le conseguenze a lungo termine di traumi infantili dell’attaccamento. 17.000 persone sono state seguite per 16 anni.

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici si vedono prima di tutto in studi medici e reparti ospedalieri. Infatti cancro, asma e disturbi respiratori cronici, obesità, malattie del fegato, problemi alle coronarie, depressione, suicidio, diabete, cefalea cronica, scarsa crescita, correlano con queste esperienze infantili. Gli studi di epigenetica indicano che le esperienze che facciamo modificano la nostra espressione genica. Se sono geneticamente predisposto al tumore al seno è più probabile che quel gene si esprima e quindi il tumore mi venga in caso di esperienze traumatiche non curate.

Le ACE includono abuso emotivo, fisico, sessuale, violenza assistita; genitori che fanno abuso di sostanze, malattie mentali in famiglia, separazione dei genitori o divorzio; avere un membro della famiglia che si dedica ad attività criminali; abbandono emotivo e abbandono fisico. 

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici sulla salute pubblica

Gli studi suggeriscono che 2/3 delle violenze domestiche, 3/4 di casi di alcolismo, 2/3 delle violenze sessuali e 2/3 di casi di depressione sparirebbero se il sistema riuscisse a prevenire le esperienze infantili avverse.

L’80% della popolazione carceraria negli USA ha alle spalle esperienze di abbandono, separazioni precoci prolungate, storie di affido. Quanto ci costa al giorno mantenere un detenuto? Più o meno di un programma di prevenzione? Il “colore emotivo” delle generazioni future dipenderà anche dalle scelte che la società fa in questo campo. Avere un genitore che è stato in carcere o uno che è stato aiutato sono due cose molto diverse.

Si è osservato che gli interventi precoci sulla relazione mamma-bambino sono gli interventi di prevenzione più efficaci. Una mamma e un papà in sintonia col proprio bimbo saranno per lui la più grande risorsa. La sua fonte di sicurezza. Lo proteggeranno ad ogni costo, sapranno riconoscere i segnali di malessere e non avranno paura di affrontarli. Per ogni dollaro speso per realizzare interventi di questo tipo ne vengono risparmiati sette dalla società. Perché ci sono meno carcerati, meno malati, meno vittime (di violenze sessuali ecc.).

Dunque è evidente che stare a guardare e tentare di mettere delle pezze a le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici è antieconomico. Bisogna realizzare seri programmi di prevenzione.

Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici sulle funzioni di base

Il trauma si situa nella parte più antica del cervello, cioè il tronco encefalico. Il tronco encefalico controlla le percezioni e regola le funzioni di base come il sonno, l’alimentazione, il funzionamento intestinale eccetera. E in effetti le persone traumatizzate non riescono a dormire, mangiano in modo disregolato e hanno spesso disturbi intestinali. Le persone traumatizzate non si calmano, non trovano pace.

Nel momento del trauma inoltre si disattiva anche quella parte del cervello che regola il linguaggio. Per questo motivo fatichiamo a trovare le parole per descrivere cosa ci è successo nel momento del trauma. Le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici nell’infanzia hanno ricadute anche sulla possibilità di raccontare una storia, di mettere insieme le percezioni.

Il trauma, appunto, si esprime nel corpo. Suoni, odori, immagini ci sopraffanno quando stiamo vivendo un trauma.

Come curare le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici?

Può sembrare strano ma la cosa che complica il trattamento dei traumi infantili è l’amore. I bambini che vengono abusati o trascurati cercano di darsi delle spiegazioni di ciò che accade nelle loro vite. Ma quando ad abusare di te è qualcuno che ami e di cui hai bisogno l’attaccamento a quella persona “batte” il trauma. La verità dei fatti racconta una storia, tipo: “Mio padre abusa di me”. L’attaccamento dice: “Ho frainteso tutto, me lo sono sognato/ La colpa è mia”. Il cervello ha bisogno di raccontarsi storie di speranza, non di orrore.

Quando curiamo quelle ferite dobbiamo tenere conto di tutti i legami e i brandelli d’amore che il cervello ha bisogno di salvare. Avremo bisogno di diversi strumenti, certo. Il dialogo, la mindfulness, tecniche di grounding, possibilmente l’EMDR, magari anche altro. Il tutto dentro a una cornice relazionale ben salda, perché è solo nella relazione che avvengono le cose. Curando le conseguenze di abuso, maltrattamento e trascuratezza cronici incontriamo nel mondo interno molte voci. Voci bisognose, voci arrabbiate e punitive, voci che negano e si colpevolizzano. Devono tutte trovare uno spazio di accoglienza. Così il cervello può calmarsi, integrarsi e funzionare tutto insieme.

Riferimenti bibliografici: Van der Kolk, B. (2014), “Il corpo accusa il colpo” Ed. Cortina, 2015

Photo by: Amore foto creata da freepik – it.freepik.com

Commenti