COME ME NE OCCUPO

Silvia Masserini - Psicologa Psicoterapeuta Milano

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EMDR

Silvia Masserini - Psicologa Psicoterapeuta Milano

COS'È L'EMDR
L’EMDR è una tecnica psicoterapeutica relativamente nuova, molto efficace, nata per l’elaborazione dei traumi. Con l’EMDR molti pazienti sentono di aver avuto dei cambiamenti in breve tempo. È stata validata dall’OMS per l’elaborazione degli eventi traumatici. Grazie allo sviluppo delle tecniche di neuroimaging, che ci permettono di guardare nel cervello, sono moltissime le evidenze scientifiche ormai a supporto della sua efficacia. L’EMDR funziona come un sogno, per immagini, accedendo a ciò a cui la parola non può arrivare. Per questo è così potente.

A COSA SERVE L’EMDR
L’EMDR nasce per l’elaborazione di traumi come incidenti, aborti, lutti, abusi sessuali, aggressioni, diagnosi di malattie gravi o anche terremoti e simili. Ma con l’EMDR si elabora ogni genere di ricordo disturbante, di situazione negativa vissuta a casa o nel sociale.
Spesso non ci accorgiamo di quanto gli eventi passati abbiano ancora influenza sul nostro modo di vivere attuale. Sappiamo solo che oggi “Mi sento sempre triste e insoddisfatto”, che oggi “Ho spesso paura di fallire”, che oggi “Vorrei cambiare tutto”, che oggi “Mi arrabbio troppo o troppo poco”, che oggi “Mi sento bloccato e paralizzato” e così via. Quello che dobbiamo chiederci per lavorare con l’EMDR è: “Quando ti sei già sentito così? Dove l’hai imparato?”. Andando là dove il cervello ha sperimentato quelle sensazioni per la prima volta, quindi là dove è stato plasmato, troveremo l’origine del problema e potremo elaborarlo. Io suggerisco l'EMDR perché arriva in profondità e produce in breve tempo cambiamenti duraturi.

“MA IO NON HO RICORDI E COMUNQUE A CERTE COSE NON VOGLIO PIÙ PENSARE...”
Le ricerche hanno dimostrato che prima dell’EMDR pensando a un certo ricordo traumatico si attivano delle zone cerebrali, dopo l’EMDR pensando allo stesso evento traumatico se ne attivano delle altre. Aiuta a elaborare i traumi facendo scorrere l’informazione.
Alcune persone a volte hanno paura di “ridare energia” a qualcosa che era sepolto, col quale hanno imparato a convivere. Ecco a queste persone io dico che hanno ragione, se hanno seppellito il ricordo doloroso hanno fatto bene. La mente è saggia e questo è il principio base anche dell’EMDR. Accederemo a quei ricordi per elaborarli solo se e quando saremo pronti, solo se e quando sarà possibile, andando alla velocità giusta per ciascuno, senza fretta.

L’EMDR non è ritraumatizzante, è uno strumento che noi abbiamo per migliorare la nostra vita. Potresti avere paura di non ricordare abbastanza della tua infanzia per poter fare una terapia EMDR. Ma come dicevo il sistema è saggio e fa il meglio per sé. Se hai dimenticato qualcosa va bene, ti è servito per funzionare meglio nella tua vita quotidiana, ma l’esperienza è rimasta: tu nelle tue reti neurali hai tutte le informazioni di cui hai bisogno sia per ricostruire l’origine del tuo disturbo sia per superarlo. Come l’organismo è progettato per autocurarsi e ci viene la febbre per combattere le malattie, così la mente farà tutto il possibile per superare ciò che le produce sofferenza.
Con l’EMDR di fatto quello che cambia è l’organizzazione globale del cervello, che non ha più bisogno del disturbo per funzionare perché, un pezzettino alla volta, evento dopo evento, il sistema, saggio, modifica se stesso.

QUANTO DURA UNA TERAPIA EMDR
Non si può dire in anticipo. L’EMDR è molto efficace e di solito in poche sedute (2-4) si elaborano ricordi anche molto pesanti. Ma quanti ricordi traumatici ciascuno abbia dentro di sé è impossibile saperlo. Inoltre non tutti elaborano allo stesso modo e con la stessa facilità. Nei primi colloqui comunque faremo un piano terapeutico e una linea del tempo su cui andremo a lavorare sulla base degli obiettivi che ci daremo.

MA COME FUNZIONA QUESTO EMDR?
Dico sempre ai miei pazienti che è più semplice farlo che spiegarlo ma in pratica consiste in quanto segue. Un giorno F. Shapiro, la psicologa statunitense che ha sviluppato l’EMDR stava facendo una passeggiata. Era presa dai suoi pensieri e ha notato che mentre pensava i suoi occhi si muovevano e quando si muovevano si riduceva lo stress associato a quei pensieri. Ha studiato e fatto ricerche sull’associazione tra movimento oculare e elaborazione dello stress e ha sviluppato il metodo EMDR, che significa appunto Eyes movements desensitisation and reprocessing: desensibilizzazione e riprocessamento attraverso i movimenti oculari.

Mettiamo il caso che tu abbia subito un’aggressione e che da quel momento tu faccia fatica a dormire, eviti di tornare sul luogo dell’accaduto e ti senti agitato. Decidiamo di affrontare la cosa con l’EMDR. Ti chiedo di raccontarmi l’evento, di dirmi qual è l’immagine che rappresenta la parte peggiore e che cosa ti dice di negativo di te. Per esempio potresti rispondermi “Sono debole”, “E’ colpa mia”, “Sono in pericolo” o altro. Allora ti farò delle altre domande tipo quanto ti disturba quell’immagine e dove senti questo disturbo nel corpo e poi ti chiederò di partire da quell’immagine ma poi di lasciare andare la mente dove sente di dover andare. Non c’è giusto o sbagliato, la mente fa sempre il meglio per se stessa. Così il tuo sistema andrà a cercare le risorse di cui ha bisogno per poter elaborare l’evento, sentire finalmente che non è colpa tua o che sei forte o che il pericolo non c’è più e poi lasciarlo nel passato.

Ti chiederò, mentre ti concentri sulle immagini che ti appaiono, di seguire le mie dita che io muoverò davanti a te a destra e a sinistra. Ogni tanto mi interromperò, parleremo un attimo e poi ricomincerò a muovere le dita. Andremo avanti così fino a quando mi dirai che quel ricordo non ti disturba più. Sembra che aumenti le connessioni tra i due emisferi cerebrali, ma quale sia il meccanismo esatto alla base dell’EMDR non lo sappiamo, perché ancora non sappiamo esattamente come funziona il cervello. Qualunque sia la ragione, sappiamo che funziona e ci sono evidenze scientifiche di questo. Così invece che dirti per esempio che l’aggressione è avvenuta perché: “È colpa mia, sono un provocatore!”, potrai dirti: “Ha fatto tutto lui, io non c’entro niente e comunque ora è passato”.

PER QUALI DISTURBI CONSIGLIO L’EMDR
Traumi: lutti, aborti, malattie (proprie o dei familiari), abusi sessuali, violenza domestica, violenza psicologica, bullismo, aggressioni, incidenti, interventi medici importanti o eventi catastrofici come attentati o terremoti o altri eventi in cui vi sia minaccia o perdita di sicurezza.
Ansia: disturbo d’ansia generalizzato, attacchi di panico, fobie
Disturbo depressivo
Disturbi alimentari: anoressia, bulimia, bingeeating, disturbo evitante/restrittivo dell’alimentazione
Dipendenze da sostanze: alcol, droghe, tabacco
Co-dipendenze
Enuresi ed encopresi
Problemi di gestione della rabbia
Problemi di autorealizzazione (lavorativa e scolastica) e autostima
Traumi transgenerazionali

I traumi transgenerazionali meritano un approfondimento perché sono troppo spesso trascurati. Sono quei traumi vissuti non direttamente da te ma magari da tua mamma o da tuo papà o dai tuoi nonni e che hanno un’influenza su di te. Diverse ricerche ormai confermano che i traumi possono avere effetti su 3 generazioni.

Figli o nipoti di deportati in campi di concentramento hanno flashback di momenti in cui aspettavano in fila la ciotola col cibo, pur non avendo mai vissuto nulla del genere. I lutti vissuti dalle generazioni precedenti alla tua potrebbero avere conseguenze ancora molto forti. Un figlio o un fratello persi dai tuoi genitori per esempio saranno quasi certamente traumi mai elaborati che magari ti porti dietro come un fardello tuo. Abusi sessuali subiti dai tuoi genitori, aborti prima o dopo la tua nascita, incidenti importanti o comunque eventi che hanno minato la sicurezza delle generazioni precedenti alla tua sono da indagare perché spesso sono causa di grandi problemi.
I traumi si trasmettono di generazione in generazione, anche per questo è così importante affrontarli.

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