L’utilità della psicoterapia rivolta ai familiari dei malati psichiatrici

L’utilità della psicoterapia rivolta ai familiari dei malati psichiatrici

Credo si possa dire che il vissuto prevalente dei familiari dei malati psichiatrici è la sensazione di impotenza e paura.

Ci si ricorda il proprio caro in un certo modo, con un carattere, delle passioni, un modo di fare e di essere con gli altri. Poi improvvisamente qualcosa cambia e smette di essere lui. Non lo riconosci più.

La cosa può essere graduale, non sempre ci si accorge subito di un crollo, pur avendo magari a che fare con una psicosi, con un delirio di qualche tipo.

I vissuti dei familiari dei malati psichiatrici

All’inizio i familiari dei malati psichiatrici sono scioccati e confusi. Cercano di capire cosa sta succedendo e cominciano a chiedersi cosa devono cambiare di sé; cominciano a sentirsi in colpa perché spesso il malato psichiatrico dà la colpa ai suoi familiari. Nel caso delle psicosi perché fa parte del suo delirio di persecuzione; in caso di un disturbo alimentare perché si tenta di obbligarlo a mangiare; nel caso della depressione perché dal loro punto di vista non ci si occupa abbastanza della sua tristezza e così via.

La collusione coi sintomi del malato

Piano piano gli stessi familiari dei malati psichiatrici entrano in un sistema di comportamenti sempre meno funzionali, per evitare discussioni e sensi di colpa. Tengono tutte le luci spente come vuole la persona con un delirio psicotico, vanno tutti i giorni a fare una spesa estenuante pur di far mangiare qualcosa alla figlia che vuole controllare ogni singola etichetta e caloria…

Insomma, i familiari dei malati psichiatrici entrano essi stessi in un mondo in cui la quotidianità è profondamente alterata. Entrano in un vortice di strani pensieri e vissuti, che diventano norma, modificando la realtà.

Anche perché spesso se non stanno dentro a quel nuovo strano sistema di comportamenti si sentono anche in colpa. La persona malata soffre, o sembra soffrire, di più: non si sente compresa e rispettata.

Così, i familiari dei malati psichiatrici cominciano a camminare sulle uova, attenti a non turbare un equilibrio che in ogni caso non si trova mai.

I malati psichiatrici sono portatori di un dolore così profondo e di una paura così grande che poi “attaccano per difendersi”. Dunque talvolta diventano violenti, almeno verbalmente, coi loro familiari, cioè le stesse persone che li curano e si dedicano a loro.

Vivere con un malato psichiatrico è molto difficile. Le persone intorno non capiscono. Nella migliore delle ipotesi cercano di consolarti, nella peggiore ti ritengono un’egoista perché ti lamenti. La malattia psichiatrica porta con sé una sofferenza che riguarda tutta la famiglia.

La sensazione di essere in trappola

I familiari dei malati psichiatrici si sentono impotenti e incapaci, ostaggio di una situazione da cui non possono andarsene. La preoccupazione e i sensi di colpa li ucciderebbero e sarebbero peggio della prigionia che sembra loro di vivere. E poi si vergognano, perché non riescono a spiegare i comportamenti bizzarri dei loro familiari che sentono le voci, che hanno paura di tutto, con cui non si può nemmeno organizzare una pizzata.

Il disturbo post traumatico da stress

I familiari dei malati psichiatrici vivono in uno stato di costante allarme: sentono una sirena per strada e immediatamente pensano che sia successo qualcosa a casa loro. Sono vittime della malattia tanto quanto lo è il malato. Si ritrovano a vivere in una realtà in qualche modo parallela, fatta di accuse, paure, ansie e sensi di colpa.

In qualche modo e in qualche misura tutti i familiari dei malati psichiatrici si sentono responsabili di quello che sta accadendo, anche perché di solito questo è quello che i malati dicono. “Se io sto così male, se io urlo/piango/non mangio/non vedo gente/non mi curo e tu insisti così io sto ancora peggio”. I familiari sentono che dovrebbero trovare una soluzione e occuparsi meglio del proprio caro. Si sentono in colpa quando esprimono una qualche esigenza.

Sentirsi responsabili della sofferenza di una persona che si ama è drammatico. Questa è un’esperienza soverchiante e ingestibile. i familiari dei malati psichiatrici spesso hanno tutti i sintomi del disturbo post traumatico da stress: ansia, insonnia, tensione, intorpidimento, evitamento, flashback. È difficile vivere la propria vita.

Rimangono intrappolati nella consapevolezza di essere gli unici ad occuparsene. Non possono rimanere, ma non possono nemmeno andarsene.

Cosa può fare la psicoterapia per i familiari dei malati psichiatrici?

I familiari dei malati psichiatrici avrebbero bisogno di molte cose. Avrebbero bisogno innanzitutto di istituzioni, che invece latitano; poi di soluzioni pratiche per affrontare le resistenze alle cure. Per esempio gruppi di auto mutuo aiuto in cui confrontarsi con altri e aiuti a domicilio per avere il cambio da qualcuno.

Dal punto di vista psico-emotivo hanno bisogno di capire come gestire questa cosa dentro e fuori di sé. Hanno bisogno di essere accolti senza giudizio, accompagnati alla ricerca della loro vitalità. Hanno bisogno di essere ascoltati, perché portano su di sé un dolore doppio. Questo riguarda sia la sofferenza per se stessi sia la sofferenza per qualcuno che amano profondamente: è devastante.

Con la psicoterapia possono cominciare a farsi delle domande: come mi fa sentire questa situazione, che cosa mi dice di me? Per esempio che sono in ostaggio, o che non sono capace di affrontare questa situazione, o che è tutta colpa mia? Lavorare su questo e poter elaborare questi aspetti è fondamentale.

Accettare il disturbo del proprio caro

Il primo e più importante lavoro che i familiari dei malati psichiatrici devono fare è accettare la malattia del loro caro, per poter superare la paura e il senso di impotenza che provano.

Se un tuo caro soffre di depressione, o di un disturbo psicotico, o di un disturbo alimentare e così via andando in terapia ti puoi ricordare di non essere solo “il familiare di”. Di nuovo, piano piano, puoi riprendere in mano te stesso e gli aspetti importanti della tua vita; la malattia diventa solo una delle cose di cui occuparsi. Ti ricordi che la sofferenza del tuo familiare non ti definisce, non è la tua identità.

L’emotività espressa

Così si abbassa la tensione, si abbassa la rabbia, si abbassano i sensi di colpa e i livelli di stress. Cioè si abbassano i livelli di emotività, sia quella provata che quella espressa.

La ricerca ci dice che bassi livelli di emotività espressa migliorano le relazioni intrafamiliari quando un membro del sistema è un malato psichiatrico.

Quando si ha a che fare con un malato psichiatrico l’ideale sarebbe essere in grado di mantenere sempre la calma e rivolgersi a lui con tono neutro e gentile. Non prendere le cose sul personale ma vedere con distacco quello che accade e rimandare sempre con molta calma ad un principio di realtà, senza però delegittimare o sconfermare ciò che il malato sta dicendo. Ovviamente tutto questo non accade quasi mai.

Nella maggior parte dei casi la rabbia è imperante in ogni conversazione; se non è la rabbia è la preoccupazione o la disperazione; circolano sensi di colpa, accuse, offese.

“Basta solo un po’ di buona volontà”, “Smettila di fare così”, “Mi sono rotto!”, parole urlate o dette con tono offensivo o esasperato sono ciò che accade di solito nelle famiglie dei malati psichiatrici. E certamente è molto difficile controllarsi, non urlare, non piangere e non esprimere questi vissuti. Ecco, tutto questo è emotività espressa.

La vita può andare avanti

Una bassa emotività espressa aiuta il malato psichiatrico e i suoi familiari, un’alta EE invece peggiora i sintomi. Ma per avere una bassa EE ci si può controllare, al punto di esplodere poi un giorno o di morire soffocati dall’ansia.  Oppure bisogna trovare il modo di accettare la malattia. Soprattutto di accettare che quella persona lì, che prima era in un modo, ora non lo è più; che quella nostra relazione inevitabilmente sarà diversa, non potrà più essere uguale a prima.

Il nostro caro potrà ad un certo punto stare meglio, ma avrà comunque attraversato quell’esperienza e noi con lui. La psicoterapia aiuta a tollerare l’incertezza del futuro, le nuove regole, le nuove condizioni di vita, il nuovo tipo di relazione in cui ci si trova.

Per amore ai familiari dei malati psichiatrici tocca fare un passaggio molto difficile, che però è prezioso anche per i malati stessi, che stanno affrontando qualcosa di ancora più difficile.

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